SS. Quarantore in Cattedrale

Preghiera e solidarietà umana e cristiana alla città di Amalfi e alla sua Chiesa

Anche l’Arcivescovo di Amalfi – Cava de’ Tirreni Mons. Orazio Soricelli ha voluto far giungere alla città e Chiesa di Amalfi la Sua vicinanza per i drammatici accadimenti relativi alla frana che ha interessato il quartiere Vagliendola.

In queste ore di ansia e preoccupazione – scrive il Pastore della Diocesi Amalfitana – Cavense – sono vicino con la preghiera e la solidarietà umana e cristiana alla città di Amalfi e alla sua Chiesa, ferita ancora una volta nel suo fragile territorio, e ai soccorritori nonché a quanti sono impegnati a ridare sicurezza e serenità alla nostra bella cittadina.

La tempestiva rete organizzativa, la generosità di tutti, rendono visibile l’anima collettiva della nostra città. Il mio pensiero – conclude Soricelli – va soprattutto a coloro che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni: possano ritrovare al più presto il necessario calore della loro casa. L’apostolo Andrea, nostro celeste patrono e il santo vescovo e martire Biagio, continuino ad intercedere e a vegliare su tutti noi.
+ Orazio Soricelli, Arcivescovo

Crollo strada Vagliendola, apprensione ad Amalfi

Un notizia che ha creato non poca apprensione alla comunità amalfitana, afflitta dal crollo di un tratto di strada pedonale del rione Vagliendola, dove tra l’altro è ubicata la chiesetta di San Biagio.
L’enorme quantità di materiale franato sulla Statale è motivo di preoccupazione ed apprensione per il traffico veicolare in essere in quelle ore.
Sono momenti di trepidazione e timore. Preoccupazioni anche per le abitazioni ed i suoi occupanti, per le famiglie tutte a cui vogliamo esprimere come gruppo del CTC la nostra vicinanza, solidarietà e comprensione, invitando tutti all’aiuto reciproco e alla preghiera.

O Santo Biagio di cui domani cade la tua ricorrenza liturgica: “O Glorioso San Biagio, che, con una breve preghiera, restituisce la perfetta sanità ad un bambino che per una spina di pesce attraversata nella gola stava per mandare l’ultimo anelito, ottenete a noi tutti la grazia di sperimentare l’efficacia del vostro patrocinio.”

Il ritrovamento del capo di S. Andrea

di Antonio Amatruda

Le reliquie del corpo di S. Andrea furono portate da Costantinopoli ad Amalfi nel 1208 dal Cardinale Pietro Capuano, legato pontificio al seguito della quarta crociata.
Non tutte furono collocate sotto l’altare maggiore della cripta. Alcune, tra cui il capo, vennero nascoste in un luogo segreto per evitare che potessero essere trafugate.
Le reliquie nascoste furono trovate una prima volta il 2 gennaio 1603 in occasione della trasformazione barocca della cripta voluta dai re di Spagna Filippo II e Filippo III. Di fronte all’altare si decise di costruire il coretto che oggi si vede eliminando l’antica sagrestia. Durante i lavori, otto palmi sotto terra (2,08 metri in quanto il palmo equivaleva a 26 cm) e 20 palmi dall’altare (5,20 metri) furono rinvenute nella cassa di marmo che oggi è murata nella parete della scala che conduce alla cripta con iscrizione Corpus S. Andreae Apostoli.

Venne redatto un verbale di ritrovamento in due copie sottoscritte dall’arcivescovo Giulio Rossini, dal sindaco Pompeo d’Alagno ed altri ecclesiastici e rappresentanti del governo cittadino. Una copia fu inserita nella cassa che sei giorni dopo venne di nuovo riposta nel coretto. L’altra copia fu conservata in Archivio. Il documento si concludeva con l’invito a chiunque avesse letto di non divulgare la notizia «affinché si eviti qualche furto di un tanto tesoro».

Il segreto comunque non fu mantenuto. Lo storico Francesco Pansa (1671 – 1718) nell’Istoria dell’antica repubblica d’Amalfi pubblicata postuma nel 1724 scrive che Pietro Capuano ripose metà delle reliquie sotto l’altare dove scaturisce la manna; l’altra metà con il capo nel muro del coro di fronte all’altare in un’arca marmorea coperta di un panno di seta rossa così ritrovata nel 1608 dai muratori che costruivano la nuova cripta per ordine dei re Filippo II e III. (reposuit illarum medietatem subtus altare, unde divinus liquor scatet, aliam vero medietatem cum capite reposuit in muro chori in cospectu altaris intus arcam marmoream serico rubeo coopertam, sic repertam in anno 1608, a muratoribus construentibus ordine Philippi II et III Sacellum, nova et regia forma).
La data del 1608 è sbagliata, non risulta che la cassa fu trovata avvolta in un panno di seta rossa ma tutto il resto è esatto.
Nel 1846 si approfittò dei lavori di sostituzione del pavimento della cripta per verificare la reale presenza di parte del corpo dell’Apostolo. Si doveva costruire una volta sotto al pavimento del coretto, probabilmente per eliminare avvallamenti. Il provicario generale dell’arcidiocesi Nicola Camera avvertì di sorvegliare le operazioni di scavo in quanto l’arcivescovo Mariano Bianco gli aveva «segretamente comunicato una carta antica, da più tempo presentatale riservatissimamente», cioè il verbale del 1603.
Com’è noto lo scavo ebbe esito felice. Individuato il sito, la cassa fu estratta a porte chiuse alle sette di sera del 28 gennaio 1846.
Il provicario Nicola Camera era già stato autore di una storia di S. Andrea nel 1830 e soprattutto era fratello di Matteo Camera che all’epoca era già uno storico affermato. Tuttavia questi non dà credito a Pansa di cui più volte evidenzia gli errori nella sua Istoria della città e Costiera di Amalfi del 1836.

Anche a molti anni di distanza dal ritrovamento, nelle Memorie storico diplomatiche del 1876, Camera non dà atto che quanto riferisce Pansa era vero, limitandosi ad affermare che «un’antica e costante tradizione tramandata di generazione in generazione e di poi avvalorata dalla nuova scoperta di un pubblico documento affermava l’esistenza della testa di S. Andrea in Amalfi giacente sotterra e discosta dal rimanente corpo».
Eppure le indicazioni di Pansa sono addirittura più precise.
Infatti il verbale del 1603 indica che la cassa fu ritrovata a 5,20 metri dall’altare, senza specificare dove fu riposta, lasciando intendere che fu rimessa nello stesso luogo. Ora, misurando dalla mensa 5,20 metri non si arriva al coretto ma ai banchi antistanti. E anche misurando dal gradino della balaustra si arriva in corrispondenza dell’esterno dell’arco, ben prima degli stalli.
Invece nel 1846 la cassa fu trovata in fondo al coretto, proprio nel muro del coro di fronte all’altare come riferisce Pansa.
Il capo da allora è esposto alla pubblica venerazione. La cassa di marmo fu murata nella parete della scala che conduce in cripta. Alcuni pochi frammenti furono trattenuti. Le altre ossa in una nuova cassa d’argento furono riposte lì dove furono ritrovate, in fondo al coro, dove il cardinale Pietro Capuano aveva deciso di celarle.

Fonti:

I verbali di ritrovamento del 1603 e del 1846 sono stati trascritti e pubblicati da D. Andrea Colavolpe, Amalfi e il suo Apostolo, Salerno 2001, pp. 233 ss.;

F. Pansa, Istoria dell’antica repubblica d’Amalfi, vol. I, p. 291

La notizia che le altre reliquie ritrovate nel 1846 furono rimesse sotto al coretto è in L’Apostolo S. Andrea e la Città di Amalfi, § 1, Circa la traslazione del Corpo del S. Apostolo, appendice al Sinodo De Dominicis pubblicato nel 1904, p. 190.

M. Camera, Memorie storico diplomatiche dell’antica città e ducato di Amalfi, Salerno 1876, vol. I, p. 393.

Il ritrovamento del Capo di S. Andrea Apostolo

Il 28 gennaio prossimo ricorre il CLXXV anniversario del ritrovamento della reliquia de Capo dell’Apostolo Andrea ad Amalfi.
E’ una data che tutti gli Amalfitani conoscono bene. Accadde che alle ore una e tre quarti del 28 gennaio 1846, scavando sotto il coretto della cripta, fu rinvenuta a circa otto palmi sotto terra un’urna marmorea con sopra scolpita una croce e la seguente iscrizione: “Corpus Sancti Andreae Apostoli“.
Appena ritrovata, la suddetta cassetta di marmo, fu portata processionalmente nella sacrestia della Cattedrale e lì tenuta fino alla ricognizione avvenuta il 29 gennaio . Quando fu aperta, nell’urna vennero trovate numerose ossa fra cui la testa dell’Apostolo che oggi è custodita nella Cappella della riconciliazione ed è visibile in ogni momento dell’anno. Quello del 1846 fu il secondo ritrovamento del Capo. Infatti il primo avvenne il 2 gennaio 1603 sempre nel medesimo luogo a 395 anni dal suo nascondimento operato dai canonici amalfitani nel 1208, anno della Traslazione.

La Santa Messa Pontificale ed il rito della Manna in diretta streaming a partire dalle ore 18:30

Messa Pontificale e Reposizione Bambino Gesù

Alle ore 18:30 dalla Basilica Cattedrale di Amalfi, con la diretta streaming della Santa Messa Pontificale dell’Epifania del Signore celebrata da Sua Ecc.za Rev. Mons Orazio Soricelli, si chiude il Tempo del Natale.

Al termine della Messa ci sarà la Reposizione del Bambino Gesù.

La diretta sarà trasmessa anche su RTC 4Rete, al canale 654 del digitale terrestre.

Buon anno, Dio ci benedica e doni a noi la sua pace

In questo anno che volge al termine, caratterizzato dalla pandemia da Covid19, il desiderio di liberarsi del 2020 assume quasi una smania, un desiderio profondo, a mo’ di liberazione.

Noi vogliamo salutare il 2020, benedicendo il tempo che ci è stato donato ed abbiamo vissuto, pregando per quelli che non ci sono più e per quelli che soffrono anche a causa del coronavirus, ma vogliamo iniziare il 2021 benedicendo l’anno che ci lasciamo alle spalle.
La liturgia di stasera che trasmetteremo in diretta streaming dalle ore 18:30, presieduta da S.E. Rev. Mons. Orazio Soricelli, col Te Deum di ringraziamento, saluta un anno che ci ha indotto a riflettere sull’importanza delle relazioni umane e che siamo stati costretti a mettere da parte a causa dell’epidemia. Eppure, ci siamo accorti che la nostra società vive una povertà relazionale ancora più grave di quella causata dal virus. Il 2020 ci ha mostrato che il più bel regalo per gli altri, siamo noi e non le cose; e questo regalo non è in vendita nei negozi, ma si fa concreto con relazioni ricche di calore umano, gratuite, vive.
Regaliamo a noi e agli altri ciò che il 2020 ci ha privato: relazioni umane, proprie quelle che ci sono mancate, perché obbligati a distanziarci. Non hanno prezzo, ma esigono che tiriamo fuori il meglio di noi, perché ci fanno diventare migliori.

L’augurio è che possiamo tutti restituire tempo al cuore, e nel ricominciare da capo nel grande ciclo dell’anno e del tempo che ridiventa nuovo, così anche noi rivestiamoci di nuovo, ed impariamo a benedire, anche l’anno che se ne va e quello che viene. A benedire i fratelli, perché se impariamo a benedire, saremo più vicini al prossimo e a Dio.
Buon anno a tutti, Dio ci benedica e ci custodisca, illumini il nostro volto,
e ci dia tutta la sua pace
Pace a voi.

Amalfi Canta il Natale arrivederci al 2021

Amalfi Canta il Natale

Purtroppo anche Amalfi Canta in Natale, la rassegna dei cori polifonici organizzata annualmente nella Cattedrale di Amalfi e giunta alla XXVII edizione, ha dovuto soprassedere a causa del Covid19.
Un appuntamento imperdibile con l’atmosfera immancabile del Natale amalfitano che il Centro Televisivo Cattedrale ha sempre seguito e promosso. Tutto lo staff ed Enzo Alfieri, patron della rassegna, vi danno appuntamento al Natale 2021 per ritornare a cantare insieme il Natale del Signore.

“Cari amici, numerosi, in queste ore, sono i messaggi che ci arrivano sia dai cori che dai tanti affezionati per i quali la nostra Rassegna Corale rappresentava ormai un appuntamento immancabile della tradizione natalizia amalfitana! Questo è per noi motivo di grande soddisfazione perché segno che l’impegno e il lavoro di questi anni è apprezzato e condiviso. Mi viene in mente in questo momento quella famosa canzone dei Pooh “Chi fermerà la musica?”

Purtroppo ci ha pensato questo oscuro essere che si fa chiamare Covid19 che ha colpito in modo particolare il nostro settore, quello corale e musicale in genere. Ma se l’emergenza sanitaria non ci ha permesso quest’anno di ritrovarci insieme per “Cantare il Natale”, i nostri cuori e le nostre voci si uniscono virtualmente in un grande abbraccio per cantare la gioia che il Dio bambino ci dona e che nessuno potrà mai rubarci. Il nostro augurio è di ritrovarci il prossimo dicembre 2021 per ritornare a cantare insieme il nostro Natale! Auguri a voi e alle vostre famiglie per il nuovo anno che sta per iniziare che porti pace, serenità al mondo intero.

A presto rivederci!!!

Enzo Alfieri e lo staff di Amalfi Canta il Natale”

Abbiamo la Manna

Nel giorno della Viglia del Santo Natale il Santo Patrono Andrea ha rinnovato il mistero prodigioso della Manna.
A mezzogiorno, come da tradizione in cerimonia riservata al solo Capitolo Cattedrale, il canonico don Antonio Porpora, di poi, lo ha annunciato ai fedeli: “Abbiamo la manna”, accompagnato dal suono festante delle campane e la recita del Te Deum.

Dopo che era mancata il 26 giugno 2020 e quella abbondante verificatasi nella Solennità dell’Immacolata del 8 dicembre, l’Apostolo e protettore di Amalfi, oggi, ha rinnovato il segno della Sua presenza e protezione.

TE DEUM

Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur.
Tibi omnes ángeli, *
tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
incessábili voce proclamant:
 
Sanctus, * Sanctus, * Sanctus *
Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuae.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
te prophetárum * laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum *
sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ maiestátis;
venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.
 
Tu rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Filius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
non horruísti Virginis úterum.
Tu, devícto mortis acúleo, *
aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Iudex créderis * esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
quos pretióso sánguine redemísti.
ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári.
 
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
et in sæculum sæculi.
Dignáre, Dómine, die isto *
sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
non confúndar in ætérnum.



Natale di speranza

Carissimi,

quest’anno, in occasione delle feste natalizie segnate dall’emergenza sanitaria causata dalla pandemia, desidero farmi maggiormente a voi vicino per consegnare a ciascuno una parola intrisa di speranza e di conforto.

 Stiamo vivendo una pagina triste della storia umana che ci ha colti impreparati e disarmati, mettendo a dura prova le nostre sicurezze a qualsiasi livello. Le nostre relazioni e il senso stesso della comunità ecclesiale hanno subito un evidente cambiamento.

Consci di tutto ciò siamo altresì consapevoli di non essere mai stati soli, lasciamoci sempre accompagnare dall’azione vivificante della Parola, sostenuti dal desiderio di riprendere il cammino insieme su strade sempre più avvincenti, con l’audacia dei cristiani della prima ora, testimoni credibili della speranza cristiana.

Apriamo il cuore e lasciamoci avvolgere dallo splendore del “Veniente”, che si dona per moltiplicare la gioia e aumentare la letizia: “il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (Is 9, 1).

Anche la mia è una parola di incoraggiamento tesa a rivolgere lo sguardo verso l’alto, per accogliere l’annuncio gioioso degli angeli con maggiore attenzione e raccoglimento. Quest’anno siamo chiamati a vivere il Natale con sobrietà: suoni, luci, pranzi e cibi caratteristici, tradizioni locali, concorrono sicuramente a creare l’atmosfera della festa ma ne rappresentano il contorno, per noi cristiani al centro c’è Gesù. Senza Gesù non c’è Natale, non ha senso fare festa.

Prepariamo il Presepe nelle nostre case, facciamo in modo che sia occasione per sperimentare e vivere il fascino dell’attesa del Dio con noi.  Egli viene come il Dio dell’Amore e ci chiede di piegare il capo per fare spazio all’altro, rinunciamo al nostro orgoglio e ad ogni forma di egoismo, intrecciamo relazioni libere, vere, autentiche: «siamo fatti per l’amore» (FT88). “E l’amore è autentico, quando aiuta a crescere” afferma Papa Francesco nella Lettera enciclica Fratelli Tutti (FT89).

I miei più fervidi auguri di pace giungano agli anziani e agli ammalati, e a quanti si prodigano nella loro cura, ai responsabili delle Istituzioni civili, alle comunità parrocchiali, ai presbiteri, ai diaconi, ai religiosi, alle religiose, ai catechisti, agli operatori pastorali e ai singoli fedeli per lo straordinario impegno e per l’eccezionale creatività a sostegno dell’annuncio e di qualsiasi altra forma di vicinanza messa a disposizione in questo tempo.

Buon Natale del Signore a tutti!

Amalfi, 2020                                             + Orazio Soricelli

                                               Arcivescovo di Amalfi – Cava de’ Tirreni

Benvenuti su ctcamalfi.it

Eccoci a voi follower del Centro Televisivo Cattedrale di Amalfi il sito www.ctcamalfi.it con un’unica pretesa: essere semplice e ricco di contenuti.

Sono trascorsi cinque anni da quando il progetto di un canale streaming della Basilica Cattedrale di Amalfi maturò nelle intenzioni di Francesco Dipino, Vincenzo Alfieri, Gustavo Cassone e Michele Pansa a cui si unì, tempo dopo, anche Andrea Lucibello. Un’idea prontamente accolta dal canonico don Luigi Colavolpe che si prodigò di sostenerla e farla crescere.
Il 26 giugno 2015, vigilia del Patrocinio di S. Andrea Apostolo, alla presenza del Capitolo Cattedrale, il CTC fu inaugurato da S. Ecc.za Rev. Mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo di Amalfi e Cava de’ Tirreni. Pastore Sapiente che ne benedisse gli intenti a lui espressi: offrire agli infermi, agli amalfitani lontani dalla propria terra, la possibilità di mantenere vivo il legale e seguire le celebrazioni liturgiche della Cattedrale di Amalfi, lì dove cristianamente, e nella devozione a Sant’Andrea, sono nati e cresciuti .

Oggi, con la pubblicazione del sito aggiungiamo un altro tassello di un più ampio progetto, con ancora tanta strada da fare per un servizio da far crescere e migliorare.
L’iniziativa della pubblicazione del sito web ctcamalfi.it è il tentativo di offrire in un unico contenitore, il pluriforme veicolo informativo dei social media, consentendo a chi per i più svariati motivi sia privo di certe nozioni e dimestichezza con il web, di tenere tutto a portata di mano e seguire le dirette streaming in pochi clic. Qui trovate aggregati a 360° tutto quanto il Centro Televisivo pubblica sui principali social network.

Questa iniziativa, trova il suo culmine ed avvio nel periodo dell’Avvento, di un anno difficile, flagellato dal coronavirus, ma fa tesoro dello spirito di rinascita a vita nuova di questo tempo liturgico, nel segno della Parola, quella autentica, cibo di vita eterna, che Gesù predicò agli Apostoli affinché la condividessero al mondo: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.”
A breve verrà il Natale di Nostro Signore Gesù Cristo, mettiamoci in cammino, uniamoci , percorriamo insieme la strada da fare.
Pace a voi!

Il 20 dicembre 2020 nella ricorrenza del Beato Vincenzo Romano – sacerdote.

Tag: notizie

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