Signore apri la nostra mente alle scritture

Gustiamo il mistero che stiamo vivendo, Cristo in persona è tra noi, non è un fantasma è il vivente il risorto e viene per incontrarci: che cosa vogliamo chiedergli? Prima di tutto chiediamo a lui che ci riempia di stupore, perché dobbiamo passare dalla tristezza dei discepoli di Emmaus, alla gioia che provavano nel rendersi conto che Gesù era vivo e presente in mezzo a loro nello spezzare il pane.
Anche noi tante volte siamo pieni di tristezza ma non possiamo rimanere tristi dinanzi ai nostri problemi, dobbiamo aprire il nostro cuore alla gioia; non possiamo rimanere prigionieri dei nostri dubbi, delle nostre paure, dobbiamo passare allo stupore.

Dio ci insegue sempre, ma noi siamo come i discepoli di Emmaus, sempre in fuga, ma egli ci viene a raggiungere nei momenti più impensabili e ci dice, toccami, guardami, io sono il tuo redentore il tuo salvatore aggrappati a me.

Andiamo incontro a lui e chiediamo al Signore, apri la nostra mente alle scritture, alla parola che tu ogni domenica ci suggerisci; apri la nostra mente alle scritture, riempi il nostro cuore della tua gioia, così sul nostro volto può risplendere la tua luce.

dall'omelia della Messa Capitolare della III Domenica di Pasqua, celebrata nella Basilica Cattedrale di Amalfi dal canonico don Luigi Colavolpe.

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