La terra dei viventi è il luogo della prova

Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi”, che bell’insegnamento ci ha affidato la liturgia di oggi, camminare alla presenza del Signore nella terra dei viventi; perché la terra dei viventi è il luogo della prova, come fu il luogo della prova per Abramo che ebbe fiducia in Dio e fu salvato.

La realtà della vita in cui siamo immersi è una realtà piena di sofferenze, di preoccupazioni, di difficoltà, è il luogo della prova e noi dobbiamo stare su questa terra dei viventi, restando fedeli a Dio: ma come è difficile restare fedeli a Dio in mezzo alle difficoltà della vita. Abbiamo bisogno anche noi di salire su di una montagna come fece Gesù con i suoi discepoli, Gesù li portò lassù, quei discepoli dovevano poi stargli vicino nell’orto degli ulivi, gli stessi discepoli che lo avrebbero visto sudare sangue per la preoccupazione; gli stessi discepoli che portò lassù per vedere lo splendore del suo volto.

Noi non possiamo camminare nella terra dei viventi se non saliamo su questo monte che è l’altare dove il Signore mostra ai nostri cuori lo splendore del suo volto. Com’è bella l’espressione del vangelo quando dice che i discepoli prima rimasero spaventati, lo spavento fa parte della nostra vita, prima si spaventavano, ma poi dopo essere avvolti nella nube dello Spirito Santo, dopo aver ascoltato la voce del Padre, non videro più nessuno se non Gesù solo, e Gesù era con loro.

Ecco colui che dà fiducia a noi nelle difficoltà: lui solo è con noi. Andiamo incontro a lui in questa santa eucarestia e a lui con tutto il cuore diciamo: Mostraci il tuo volto e noi saremo salvi.

dall’omelia della Santa Messa Capitolare del 28.02.2021, II Domenica di Quaresima, celebrata nella Basilica Cattedrale di Amalfi dal canonico don Luigi Colavolpe.

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